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Presentazione del libro "Federico" (Ed. Fandango) con l'avv. Anselmo

La storia di Federico Aldrovandi.

In collaborazione con Gruppo dello Zuccherificio, Libera Ravenna, Amnesty International - Gruppo 087 Ravenna.

“Quello che non cambierà mai è che Federico Aldrovandi, un ragazzo che aveva appena compiuto 18 anni, non c’è e non ci sarà mai più. È con questa realtà, e con questa tragedia, che i suoi genitori e suo fratello dovranno fare i conti tutti i sacrosanti giorni della loro vita. Quindi per cortesia, non esprimeteci la vostra solidarietà fasulla, ipocrita, quando ci querelate perché chiediamo giustizia. Non fatelo, abbiate il pudore di lasciarci in pace. Ho finito.”

Fabio   Anselmo   è   un   avvocato   di   Ferrara,   titolare   di   un   piccolo   studio   di   provincia specializzato in casi di malasanità.Il 25 settembre 2005 riceve una telefonata che cambierà per sempre la sua vita e quella di molti intorno a lui. Quella mattina Federico Aldrovandi, un giovane studente ferrarese,muore di asfissia posturale in seguito ai colpi ricevuti durante un fermo di polizia. Ha 18 anni. A chiamare l’avv. Anselmo è Patrizia Moretti, la madre di Federico.Questo è l’inizio di uno dei più importanti casi giudiziari degli ultimi anni che ha sconvolto l’opinione   pubblica   nazionale   e   ha   contribuito   a   insinuare   il   dubbio   che   al   nostro ordinamento  mancasse  qualcosa  di   fondamentale:   il   reato   di   tortura. A  raccontarlo   in prima persona è proprio l’avvocato della famiglia Aldrovandi, Fabio Anselmo, che dopo questo caso è diventato consulente in molti dei processi che hanno visto coinvolti poliziotti,carabinieri, medici come nei casi Cucchi, Magherini, Narducci, Budroni, Uva, ma anche quello di Davide Bifolco, il 17enne ucciso dal colpo sparato da un carabiniere a bordo di uno scooter nel settembre 2014 a Napoli.Attraverso i ricordi e gli appunti di prima mano di Anselmo entriamo nel profondo di unavicenda personale che è diventata patrimonio della storia dei diritti civili del nostro Paese.Accanto a perizie e arringhe, incontriamo le emozioni, le paure e i fallimenti di un uomo che si è trovato improvvisamente al centro di un processo mediatico che ha contribuito a far esplodere. L’autore è bravissimo a tessere un memoir spurio, un procedurale intimo, ilromanzo di una vita spezzata che va oltre l’ultima immagine del cadavere di Aldro e ci fa incontrare per la prima volta il sorriso di Federico.