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Come spiriti adolescenti. Kurt Cobain in 25 racconti.

Gruppo Dello Zuccherificio e DOCK 61 hanno il piacere di invitarvi alla presentazione del libro "Come spiriti adolescenti. 25 scrittori per Kurt Cobain" insieme a Piero Ferrante (curatore dell'opera) e Elettra Stamboulis (una delle autrici).

Selezione musicale anni '90 a cura di DOCK 61

Book corner Libreria Dante di Longo

IL LIBRO
Come spiriti adolescenti ( Radici Future Edizioni)
25 racconti di 25 scrittori ispirati a 25 canzoni dei Nirvana per i 25 anni dalla morte di Kurt Cobain.

Questo libro non vuole essere un nuovo saggio sulla vita o sulla morte del leader dei Nirvana. Affatto. Vuole, invece, raccontare le passioni e le emozioni rimaste incagliate tra le pieghe dell’anima di una generazione di arrabbiati a cui le distorsioni elettriche dei Nirvana e le urla di Cobain hanno dato sfogo. ( bonculture)

I diritti d’autore saranno interamente devoluti al progetto Drop House del Gruppo Abele, che a Torino accoglie, in bassa soglia, donne in condizioni di vulnerabilità sociale.

Gli autori e le autrici sono: Daniele Aristarco, Simona Baldelli, Barbara Baraldi, Paolo Battaglino, Alessandro Berselli, Francesca Bertuzzi, Fabio Chiesa, Christian Di Furia, Emanuele Di Giacomo, Eliselle, Antonio Lorenzo Falbo, Piero Ferrante, Mirko Giacchetti, Fabio Greco, Giorgia Lepore, Gianluca Morozzi, Domenico Mungo, Francesco Darioush Nikzad, Carmen Pellegrino, Piergiorgio Pulixi, Tersite Rossi, Carlos Solito, Elettra Stamboulis, Sergio Maria Teutonico, Helen Esther Nevola.

Piero Ferrante, il curatore
"Abbiamo messo insieme 25 tra scrittrici e scrittori (chi per davvero e chi no, chi di teatro e chi giornalista), obbligandoli ad andare a ripescare dallo scaffale in alto di chissà quale mobile, dalla mensola in fondo della memoria che si usura, un cd, un vinile, un ricordo, una cassetta. Quello che è venuto fuori, spontaneo e senza regole, è un gigantesco album che se lo ascolti prima e poi lo leggi in fila ci stanno dentro distorsioni di chitarra e di cuore, parole tanto grandi che, aperte come sono, rivelano anime. I Nirvana hanno sempre rifiutato fascismi e violenze in generale. Gli incassi di più d'un concerto sono andati a favore di cause civili, specie ad associazioni contro la violenza sulle donne. Per lo stesso motivo, tutti gli autori e me come curatore, abbiamo deciso di rinunciare a ogni compenso o diritto e di devolvere per intero quel poco che ci sarebbe spettato a un progetto che, a Torino, opera in bassa soglia per accogliere donne in condizioni di vulnerabilità (economica, familiare, sociale, abitativa...). Il progetto si chiama Drop House ed è del Gruppo Abele, onlus fondata 53 anni fa da Luigi Ciotti."